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Quest’itinerario, è detto così, perché
prende il via dal castello ,che fu di proprietà dell’ammiraglio Orazio Nelson
e attraversa molti terreni, che ne componevano la sua Ducea.
Partiamo quindi nei pressi del castello di
Maniace (Foto n°1) che oltre ad
appartenere al famoso ammiraglio è stata la residenza siciliana dei suoi eredi
fino ai primi anni del 1970 quando poi tutta la proprietà terriera fu ceduta a
coloro che vi lavoravano, mentre il castello è attualmente proprietà del
comune di Maniace che ne ha fatto un museo. Superato il ponte sul torrente
"La Saracena " ,ci si dirige a destra, per il Rifugio Forestale
"La Segheria", sito in contrada Particelle Soprane, dove si
arriva dopo aver superato in circa cinque chilometri su strada asfaltata, un
dislivello che va dai 695 Mt. della partenza ai 1168 del rifugio. Giunti alla
"Segheria" la strada asfaltata termina e quindi proseguiamo sullo
sterrato fino a quando dopo poche centinaia di metri incrociamo una strada per
il servizio forestale asfaltata che non dobbiamo
percorrere mentre dobbiamo imboccare quella sterrata di fronte a noi che procede
in leggera salita. La sterrata si percorre in una salita moderata avendo sempre
alle nostre spalle la sagoma dell’Etna che si staglia in lontananza,
dopo
pochi chilometri, intravediamo su un’altura l’obelisco che Alexander Nelson
fece erigere nel punto più alto dei suoi possedimenti (Foto n°2). Una
breve sosta per ammirare il panorama e perché no, per tirare un poco il fiato e
subito dopo proseguiamo lungo il sentiero, i cui bordi sono ricchi di siepi di
Rosa Canina.Senza imboccare il cancello di legno che vediamo a sinistra, (da qui
passa il percorso n°2) ci dirigiamo verso la collina di fronte a noi, lungo una
traccia di sentiero che giunti in cima diventa più evidente fino a trasformarsi
in sterrata. Ormai, la strada, fattasi evidente, percorre un tratto boscoso
entro una magnifica faggeta, che ci porterà a transitare sotto la" Serra
del Re" e dopo una discesa poco ripida perveniamo sulla sterrata che
collega il "Biviere di Cesarò"
(Foto n°3) al "Lago di Trearie".Svoltiamo a sinistra, verso il
Biviere e percorriamo così la cresta dei monti Nebrodi e quando ci troviamo sui
crinali scoperti possiamo ammirare sulla nostra destra il Mar Tirreno e le Isole
Eolie. Per pervenire al Biviere si percorrono poco più d’otto chilometri di
strada, senza grosse pendenze, anzi anche se la sterrata da percorrere è
evidente bisogna prestare attenzione a non imboccare altre strade laterali perché
ci farebbero sbagliare itinerario.Per meglio orientarci dobbiamo avere sempre
sulla nostra sinistra il Monte Soro che con i 1874 Mt. è la vetta dei Nebrodi.
Riconoscibile da lontano nelle giornate serene per le antenne poste alla sommità
(Foto n° 4). Alle sue pendici, ai limiti del bosco di "Sollazzo
Verde" c'é il Biviere di Cesarò. Superato il laghetto dove
sulle sponde nidificano le testuggini e nei periodi di passo, fanno sosta
numerosi uccelli acquatici. In località "Portella Biviere" dove ci
attende poi un bel fontanile. Percorrendo la strada sotto il Monte Soro
che porta alla Portella di Femmina Morta (S.S.289), prima di giungervi e dopo
una ripida salita, giriamo a sinistra
verso la cima del Monte Soro attraverso una pessima strada asfaltata, dove
giungiamo dopo aver percorso poco più di tre chilometri di salita. Giunti in
cima e poco prima di pervenire nei pressi del cancello d’ingresso alla zona
militare, scorgiamo sulla nostra destra, una sterrata in ottime condizioni,
chiusa da una sbarra, la superiamo, ed iniziamo una bella e lunga discesa lungo
il cui percorso incontriamo anche dei punti per rifornirci d’acqua.
Mantenendoci sempre sulla sinistra nei vari incroci che incontriamo, imbocchiamo
un cancelletto di filo spinato, di quelli, che servono ad evitare il transito
del bestiame, se chiuso, lo apriamo e dopo essere transitati lo richiudiamo.
Continuiamo a scendere, questa volta però il sentiero anche se è evidente e
stretto e in qualche tratto invaso dal sottobosco. Giungiamo al termine quando
ci troviamo sotto un grossa quercia e davanti ad un recinto di filo spinato. Lo
superiamo e ci dirigiamo a sinistra, dopo poche decine di metri, ci troviamo
dentro una fascia para fuoco, (almeno così sembra) entro cui si affacciano due
cancelli di legno (dirimpettai) che costituiscono l’accesso da punti diversi
alla stessa zona protetta. Imbocchiamo quello di destra che ci conduce
attraverso la via più breve al rif. Canalotto dove spesso staziona personale
del Corpo Forestale. Qui perveniamo poco dopo, lungo una bella discesa e dopo
averlo superato, sempre proseguendo lungo la sterrata e sempre in discesa
giungiamo al cancello d’uscita dalla zona demaniale, se chiuso, lo superiamo
attraverso un passaggio pedonale adiacente, poi, dopo aver attraversato il
centro abitato di Maniace perveniamo al punto di partenza.
Tecnica:
Per effettuare quest’itinerario è
necessaria una mountain bike e nelle gambe un buon allenamento. L’itinerario
è abbastanza semplice e l’unica difficoltà è possibile incontrarla
scendendo dalla sterrata di Monte Soro nell’individuare la deviazione a
sinistra che è costituita da un piccolo sentiero di solito chiuso con
cancelletto di filo spinato. In ogni modo nessun problema se si salta, la
sterrata, lo stesso porta a Maniace.
Come
ci si arriva:
Chi viene da Acireale per giungere a
Maniace deve uscire al casello autostradale di Fiumefreddo sull’autostrada
Messina – Catania proseguendo poi per Randazzo e quindi percorrendo la SS 120
per Troina. Oppure uscire a S.Gregorio, imboccare la tangenziale di Catania,
uscire per Paternò, proseguire per Bronte, quindi per Maniace.
Note:
Buona parte dei terreni di questa zona
ricadono nell’ex Ducea di Nelson. Il territorio fu donato all’ammiraglio
inglese dai Borboni allorché durante la rivoluzione giacobina del 1799
scoppiata a Napoli, la famiglia reale fu costretta a riparare a Palermo nella
cui rada la flotta inglese comandata da Orazio Nelson stazionò in difesa dei
reali, fino al termine dei moti. Tornati a Napoli e dopo aver soppresso nel
sangue la rivolta I Borboni, in segno di riconoscimento per i servigi resi,
fecero dono all’ammiraglio di questi terreni nominandolo Duca di Bronte.
Tutta la zona è stata proprietà degli eredi dell’ammiraglio fino ai primi
anni del millenovecentosettanta
Orientamento:
Si possono chiedere informazioni presso il
rifugio della Segheria al personale forestale e in ogni caso è possibile
consultare le carte I.G.M. 1: 25000 di Cesaro’, Serra del Re, Monte Soro e
Randazzo .
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